Come smetteremo di usare il denaro.   Leave a comment

A prima vista il funzionamento di una civiltà tecnologicamente avanzata come (pensiamo sia) la nostra sembrerebbe impossibile senza l’uso del denaro in qualche sua forma, sia essa materiale, elettronica, virtuale.

Mentre è vero esattamente il contrario: con l’uso del denaro una civiltà viene ingabbiata e frustrata nello sviluppo.

Senza di esso invece nulla si frappone alla sua perfetta prosperità. Che è fatta della disponibilità reale di beni e servizi più che dell’equivalente simbolico che serve a permetterne lo scambio.

Un tema come questo sembrerebbe ancora più accademico di quello del proverbiale sesso degli angeli, mentre è invece di centrale attualità ed è opportuno almeno iniziare a parlarne ora, visto che nel giro di poco tempo – nell’ipotesi peggiore pochi anni, in quella migliore pochi mesi – ci troveremo a vivere ESATTAMENTE questa condizione. Ci troveremo cioè a vivere senza la necessità di usare denaro.

Ma per poterne parlare in modo utile, occorre azzerare l’idea che del denaro ci siamo fatti.

Che vuol dire evitare reazioni impulsive all’idea di un mondo senza soldi, con concetti come “Senza? Un’utopia! Ma allora torniamo al baratto!” “Figurarsi, se non paghiamo quello che compriamo come può stare in piedi l’economia?” presi a prestito tra quelli che abbiamo assorbito dai giornali, dai libri, dalle parole dei nostri insegnanti di scuola, o peggio da chi del denaro sa meno di tutti, ossia gli economisti dell’establishment. Altrimenti dimostreremo semplicemente che la programmazione mentale ha funzionato su di noi in modo esemplare, sostituendo senza colpo ferire le nostre idee originali con altre preconfezionate che sono comode per il sistema.

Quindi facciamo un bel respiro, visualizziamo il cervello che dovremmo avere nel cranio e facciamo uscire idee e opinioni da lì, senza prendere di peso quelle altrui.

Innanzitutto dato che la maggior parte della popolazione usa il denaro senza sapere in definitiva cosa sia, è consigliabile un bel click a questo link su quella Wikipedia che un eminente cameriere del sistema come Umberto Eco (intellettuale medioevale ormai evidentemente superato dall’ineluttabile evoluzione della coscienza) definisce idiota in questo articolo, dimenticando che l’intelligenza stessa dell’universo non è centralizzata ma articolata in una rete composta da innumerevoli nodi disposti secondo una architettura frattale. La CONDIVISIONE è quindi elemento fondante dell’intelligenza universale ed è un concetto strutturale di cui il web stesso rappresenta emanazione sul piano materiale della vita umana.

Alla voce “Denaro” troveremo quindi che con ovvietà solo apparente sono listate le quattro funzioni principali di questo strumento economico:

1. mezzo di scambio

2. unità di conto

3. riferimento per pagamenti dilazionati

4. riserva di valore

Prendiamone atto, visualizzando queste funzioni declinate nel mondo contemporaneo e valutandole nulla più che semplici dati di fatto. Perché capiremo che se esse esistono è perché qualcuno ha forzato perché ciò accadesse e non perché sono nell’ordine naturale delle cose.

In secondo luogo, per chi ancora pensasse di poter POSSEDERE il denaro, “Io ho tanti soldi!” è bene togliere una volta per tutte dalla testa questa idea.

Il denaro è e rimane fisicamente di proprietà di chi lo emette, non potendo tale proprietà essere alienata. Ciò significa che chi attualmente ne ha a disposizione una certa quantità è UNICAMENTE titolare di un credito, per giunta espresso nella valuta in cui è stato costituito. Con la conseguenza ovvia che deprezzandosi quella valuta rispetto a quella di altre nazioni, si decurterà quel credito, sul quale il titolare non ha quindi altro controllo se non quello di acquistare BENI FISICI o SERVIZI – che rappresentano il vero valore – nel momento in cui del denaro ha disponibilità. Mentre la proprietà del denaro, e quindi il reale controllo su di esso ce l’hanno, come abbiamo imparato in questi ultimi tempi, coloro che lo creano dal nulla.

Sui quei beni fisici acquistati con il denaro il soggetto potrà allora vantare la proprietà, che è un diritto reale, ossia riferito ad una res, una cosa.

E veniamo al concetto di proprietà, che ha un ruolo fondamentale nel diritto romano.

In realtà questo concetto, cristallizzato nella Roma Imperiale nell’istituto giuridico del Dominium ex iure Quiritium è stato tramandato a quella romana dalle civiltà imperiali che l’hanno preceduta e di cui si sono confuse nella nebbia archeologica i dettami strategici per la strutturazione del Potere.

Perché nella notte dei tempi la proprietà intesa come istituto giuridico non è stata concepita per tutelare il singolo cittadino che, avendo conseguito disponibilità di denaro grazie al suo lavoro, decide di acquistare un bene. Se guardiamo l’architettura del sistema sociale scopriamo infatti che al contrario il concetto di proprietà come facoltà di poter disporre di un bene a titolo esclusivo è stato definìto e introdotto nel diritto proprio per il contrario, ossia per tutelare quel Potere che del sistema regge le fila.

E di questo abbiamo una spettacolare prova concreta proprio in questa fase storica. Consideriamo il singolo cittadino di quelle nazioni che oggi stanno vivendo gli effetti drammatici della crisi finanziaria. Egli, soprattutto quando è proprietario di qualcosa, una casa ad esempio, è convinto che il diritto di proprietà rappresenti il baluardo giuridico di tutela ultima del suo patrimonio e della sua stessa identità e dignità di cittadino.

Ma quando il Potere che gestisce il sistema prenda il controllo della creazione del denaro – che nell’ordine naturale delle cose è prerogativa virtuosa degli stati e loro fondante estrinsecazione, denominata sovranità – per procedere poi ad un condizionamento tale dell’economia che tramite complessi meccanismi contabili induca in povertà intere popolazioni, il singolo cittadino, stretto nella morsa del debito e costretto a svendere i suoi sudati beni, senza peraltro avere la prospettiva di ricomprare, si rende conto che l’istituto della proprietà è solo ed unicamente un’arma ad orologeria nelle mani del Potere.

E che il denaro, strumento operativo principale della proprietà, è di tale arma la polvere da sparo.

Ma torniamo al momento in cui il denaro venne introdotto come strumento di scambio. E analizziamo, oltre al Denaro ed alla Proprietà il terzo fattore essenziale della triade concettuale: la Tecnologia. Sul piano evolutivo essa è infatti legata a filo doppio al concetto di Proprietà ed a quello di Denaro. Nel senso che cambiando uno di questi tre elementi gli altri due non possono che mutare anch’essi.

In quel tempo la tecnologia di produzione dei beni materiali da scambiare col commercio era molto labour intensive, ossia comportava uno sforzo manuale dell’essere umano molto pesante, in alcuni casi tale che certe lavorazioni erano eseguite da schiavi, ossia soggetti al di fuori di quel minimo di pur fittizia contrattazione che va sotto il nome di Mercato del Lavoro. Gli schiavi lavoravano e basta. Il cibo ed il giaciglio veniva loro dato non perché fosse un loro diritto, ma perché il loro padrone in tal modo perpetrava l’esistenza in vita di un bene di sua proprietà, ossia la forza lavoro di cui lo schiavo è vettore da vivo.

Attualmente esiste, tra le tecnologie di cui conosciamo l’esistenza e quelle – infinitamente più strategiche – di cui non siamo al corrente perché segregate all’origine dai governi, la possibilità per l’uomo, inteso come Comunità Umana Terrestre, di produrre TUTTI i beni e servizi SENZA dover impiegare la propria forza lavoro.

Che – ricordiamo – è la cosa più preziosa che abbiamo, quella in cui riposa la nostra dignità di essere umano, poiché il Lavoro, inteso in senso lato, ossia tutto quello che possiamo fare da vivi attraverso l’uso della nostra mente e delle nostre mani, E’ ESPRESSIONE DEL NOSTRO POTERE DI INCIDERE SULLA CREAZIONE DEL MONDO, quindi in ultima analisi della nostra natura divina, che altro non è se non la capacità di creare. Di cui per inciso conosciamo solo una frazione delle immense possibilità.

Quindi ricapitolando: possiamo – o potremmo – grazie alle tecnologie realmente a nostra disposizione, smettere di lavorare ORA.

Tutto quanto ci occorre per vivere, dall’alimentazione, alla casa, al vestiario, ai beni accessori ed ai servizi di ogni genere possono – o potrebbero – essere svolte da macchine automatiche. Già ora per esempio esistono in corea fabbriche d’auto ad alta automazione con un numero bassissimo di addetti, in cui non vi è illuminazione generale poiché le macchine possono assemblare al buio.

Addirittura la produzione stessa dei beni non necessiterebbe di “fabbriche”, ma sarebbe risultato di un processo manifatturiero totalmente rivoluzionario rispetto a ciò che conosciamo, molto più rapido e preciso, quasi istantaneo. Ma di questo parleremo in un prossimo post.

E il tutto sarebbe, naturalmente, GRATUITO.

Come diretta e spettacolare conseguenza del fatto che, usando energia libera, disponibile senza limite nell’universo nelle più diverse forme, per costruire macchine che a loro volta costruiscono altre macchine, che producono tutto ciò che ci serve per vivere, noi possiamo – o potremmo – sottrarci alla NECESSITA’ del lavoro, dedicandoci ad esso solo per nostra volontà e non più per costrizione sociale.

E di conseguenza il Denaro perderebbe la necessità di esistere, poiché non vi sarebbero costi di produzione significativi e quindi necessità dei produttori di rientrare degli stessi attraverso il commercio dei beni prodotti. L’intero nostro modello di vita, che ci hanno fatto credere come inevitabile, verrebbe spazzato via in un istante e rimpiazzato con qualcosa di infinitamente più evoluto.

Perché allora questo non succede?

Per una triade di ragioni:

1) Perché la popolazione in generale non SA che esistono tecnologie che potrebbero supportare un modello sociale davvero evoluto.

2) Perché la popolazione in generale non SA con precisione cos’è il denaro, come viene creato, gestito e chi ha il controllo ultimo su di esso.

3) Perché la popolazione in generale non SA con precisione cos’è la proprietà, come è nato il concetto giuridico e cosa esso comporta.

C’è da dire che la pigrizia, naturale o incoraggiata dal sistema, nell’attivarsi per conoscere informazioni così determinanti per la nostra vita è ancora troppo diffusa: proverbiale il fatto che se provate a parlare e spiegare uno dei tre temi approfonditamente, la massa delle persone vi dirà che il primo tema è cosa per tecnici, il secondo per economisti ed il terzo per avvocati.

Sostanzialmente rifiutando deliberatamente di conoscere ciò che potrebbe rappresentare uno strumento pressoché invincibile nelle sue mani.

E continuando magari a protestare – da completi incompetenti – andando semplicemente in piazza a sfidare i poliziotti in tenuta antisommossa come più o meno si è sempre fatto. Perché sembra non esserci altra via che quella per far sentire la propria voce.

Mentre esistono altre possibilità.

Ma prima occorre almeno un minimo di applicazione, occorre attivarsi e rendersi competenti in merito. Abbiamo tutto ciò che ci serve per farlo, tutto a portata di mouse.

Una volta deciso che vale la pena di attivarci – Sapere è Potere – il meccanismo tipico della rete, quello dei link ipertestuali, ci porterà da una informazione all’altra in una cavalcata entusiasmante, facendosi semplicemente guidare dall’intuito.

E da dove cominciare la cavalcata?

Beh, mio compito in questo post è indicare un bandolo, poi la matassa si svolge da sola.

L’aiutino è: “nella situazione attuale i tre temi Denaro, Proprietà e Tecnologia sono controllati attraverso una raffinatissima ragnatela di connessioni, dal gruppo di potere conosciuto con il nome di Gesuiti, o Compagnia di Gesù”.

C’è molta letteratura in merito, in forma di report e di video. Già in qualche modo e misura si sapeva, tra coloro che bazzicano i siti di informazione alternativa, delle connessioni tra i Gesuiti e la forma attuale di Denaro ossia denaro “Fiat”, o tra i Gesuiti e la nascita del concetto “moderno” di Proprietà.

Bene, poiché la triade di sopra è indissolubile, è doveroso sapere che essi controllano tutto quanto è Tecnologia. Nel senso che nel mondo dei Brevetti, dell’Accademia, della Scienza, a dire l’ultima parola a livello globale sono loro.

Il motivo per cui ci vengono negate conoscenza ed uso di tecnologie che potrebbero cambiarci totalmente la vita comincia ad essere un po’ più chiaro?

Buona ricerca quindi, il processo di risveglio è avviato. Ed una volta avviato NON SI PUO’ FERMARE.

Ecco perché in realtà non ci vorrà molto per svincolarci dalla schiavitù del denaro.

Come video guardatevi i lavori di Jordan Maxwell, su youtube.

Jervé

Fonte: iconicon

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