Considerazioni sul 4 Agosto.   Leave a comment

Abbiamo lasciato passare qualche giorno per commentare, tracciandone un piccolo bilancio “a bocce ferme”, quello che è successo nel web riguardo alla data dello scorso 4 Agosto, come possibile momento di svolta nella Disclosure.

Riassumiamo brevemente per chi non ha seguito la vicenda.

Giorni prima di quella data cominciavano a comparire canalizzazioni che in vario modo testimoniano come l’occasione mediatica rappresentata dalle Olimpiadi, su cui l’attenzione del mondo è concentrata, sarebbe stata in qualche modo scelta dagli ET per fare qualche passo visibile, se non addirittura eclatante, in direzione della Disclosure. Alcuni messaggi di channeling parlavano apertamente di possibili atterraggi.

Ebbene, nulla del genere è successo, e per questo motivo la delusione di tutti coloro che avevano accarezzato quella possibilità si è fatta cocente, traducendosi in manifestazioni di insofferenza anche molto vivaci. Molti lettori di questo blog hanno scritto con toni che potremmo riassumere più o meno così: “Tutta questa storia, i channelings, le promesse, le date mancate, i ritardi, gli aspetti dubbi ed a volte grotteschi, hanno perso credibilità completamente. Aff… tutto, non vogliamo più saperne.”

Scusandoci per non aver risposto ad alcuni, a causa del consistente numero di missive in merito e per il coincidente carico di impegni extrablog, lo facciamo ora comunitariamente con questo post.

Bene, guardiamo la questione da vari punti di vista, e se riusciamo a trarne un quadro onesto ed equilibrato non sarà altro che a nostro collettivo vantaggio.

Innanzitutto la credibilità dei messaggi canalizzati: consiglio in merito la lettura di un doppio post, magistralmente scritto e con utilissime nozioni tecniche, uscito nei giorni immediatamente successivi sul blog Hearthaware a questi link: parte 1 e parte 2 .

Queste conoscenze, ed altri indizi convergenti ci spingono verso la realistica conclusione che si sia trattato di una ben realizzata trappola emotiva di disinformazione, organizzata per distogliere credito ed attenzione a tutto questo settore di interesse.

Potremmo anche concludere che indipendentemente da sabotaggi occulti, tutto questo mondo ha effettivamente perso credito in sé e non vale più la pena seguirlo, poiché è tutta una follia che ci porta fuori dalla vita, che è molto più concreta, pressante e materiale.

Ma in questo modo certamente cederemmo a chi ha speso secoli per convincerci che la vita è materiale, è solo tutto qui, “compriamoci una bella cosa in un centro commerciale e stiam contenti di lavorare sedici ore al giorno sottopagati”. E rinunceremmo a quella parte sottile del nostro essere che nei rari momenti in cui siamo in pace con noi stessi ci appare come la più importante ed affascinante. Ci consegneremmo insomma, dal punto di vista dell’atteggiamento istintivo profondo, ad una vita di rinuncia ai nostri ideali, quali che essi siano.

Quindi è meglio vagliare ancora una volta la situazione, considerandone tendenzialmente ogni aspetto per mantenere saldo il nostro centro.

Innanzitutto la legge dei grandi numeri, quella che i Cabalisti guardano come vero indicatore dei processi in corso. Il risultato finale di questa vicenda sull’orizzonte di consapevolezza è stato che una fetta più ampia della popolazione, incuriosita da questa possibilità, tra il serio ed i faceto, che gli ET potessero mostrarsi, si è interrogata in merito e quindi accostata con animo bendisposto verso l’eventualità di un contatto alieno, vanificando così decenni di terrorismo psicologico e miliardi di dollari spesi in produzioni cinematografiche Hollywoodiane in cui l’alieno è cattivo, conquistatore, orribile ed infido.

Poco ha pesato la successiva delusione, poiché non vi erano gli stessi precedenti che chi segue questo mondo da tempo ha già vissuto. Il patrimonio emotivo che è stato tesaurizzato nel farsi la domanda: “ma se davvero arrivassero esseri da altre civiltà potrei accettarlo?” per poi rispondere in cuor proprio affermativamente, è di grande valore sul piano della coscienza collettiva.

Poi il fatto che finora – e mi auguro di non dover essere smentito dai fatti, poiché allora sì sarebbe preoccupante – non vi sono stati quei macroscopici eventi attentato false flag che erano stati progettati, vaticinati, prefigurati simbolicamente in vario modo ed annunciati come imminenti, come ultima spiaggia per una Psy-Op di risonanza mondiale, paragonabile a quello delle torri gemelle o anche maggiore.

Ciò significa che il monitoraggio di prevenzione con cui gli ET dichiarano di tenere sotto controllo iniziative nefaste dei cabalisti per seminare caos e distruzione, ritardando il processo di Disclosure esiste e funziona. Probabilmente qualcosa scappa comunque dalla rete di osservazione, come la sparatoria di Denver alla premiere di Batman o come quest’altra tragica sparatoria presso un tempio Sikh, in cui è rimasto ucciso il padre del regista Amardeep Kaleka, impegnato nel documentario “SIRIUS” sulla Disclosure, promosso da Steve Greer di cui abbiamo in precedenza parlato a questo link.

Ma in tutto questo a svolgere il ruolo decisivo è l’atteggiamento mentale e pratico con cui si segue il processo di Disclosure. Lo abbiamo più volte sottolineato in queste pagine, il porsi in uno stato psicologico di attesa, sospendendo i propri processi di elaborazione in corso per guardare ad una soluzione globale data dal manifestarsi di una sorta di salvatore esterno rappresentato da una civiltà non terrestre è fondamentalmente sbagliato.

Attenzione, si tratta di sfumature, sono dinamiche psicologiche estremamente sottili. Ma sono fondamentali. Guardare oltre la realtà apparente, sciabolando la torcia nel buio come abbiamo dichiarato qui nel primo editoriale di questo blog, andando incontro a possibili errori e successivi aggiustamenti, è imprescindibile.

Pendere semplicemente da quello che i vari media alternativi diffondono, rinunciando ad agire sul piano personale, è invece un grave errore, che rischia di fiaccarci o portarci fuori strada, facendo nascere magari discussioni ed incomprensioni nel nostro ambito personale, familiare, delle nostre amicizie, e facendoci sentire come “usciti di senno” “fuori dalla “realtà”.

La forza per reggere questo tempo molto difficile ce la dà la nostra dedizione al miglioramento, qualunque forma possa essa assumere. Comportarci “come se” un mondo nobile e civile già esistesse, quando ciò che vediamo manifestarsi come ultimo sussulto di una matrix decadente è solo violenza, prevaricazione, volgarità e materialismo, è un atto di profonda imposizione della propria incrollabile volontà sul mondo, una manifestazione della propria inalienabile sovranità personale, un silente esercizio quotidiano che, come la natura insegna, vince sempre e comunque.

Chi scrive, oltre all’attività di informazione off-mainstream, è impegnato in iniziative per dare il proprio apporto pratico al cambiamento, che saranno debitamente testimoniate su queste pagine. Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo, che assuma la forma di arresti di massa o simile, è impensabile immaginare un passaggio dal mondo attuale ad uno diverso senza un reset catartico, senza un momento di discontinuità. Impensabile, ne siamo fermamente convinti. Come siamo d’altronde convinti che l’attesa debba assolutamente essere fattiva, pena la follia.

Immensi canyon sono stati scavati da miliardi di minuscole gocce d’acqua. Retorica? No, inflessibile legge universale.

Jervé

Tratto da: iconicon

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