M. T. Keshe risponde circa creazione e consapevolezza.   Leave a comment

In questo interessantissimo discorso lo scienziato iraniano ci parla del ruolo della coscienza nella creazione della realtà. Ci fa capire inoltre che siamo prossimi ad una svolta e che il nostro futuro sarà elettrizzante e con una più diretta interazione a livello di coscienza tra gli esseri umani e non. Da leggere assolutamente.

 

Lo specchio del pensiero.

 .

Domanda: consapevolezza e coscienza svolgono un ruolo nella creazione? E se è così, sono il campo, da cui tutto il resto nasce e viene creato?

MT Keshe: So che ho promesso di rispondere, ma lo farò in breve, sono riuscito a dormire dolo 3 ore per notte ultimamente e lavoro incessantemente senza molto tempo per scrivere in profondità e rispondere a molte domande che mi vengono poste sul forum e in e-mail.

Con il tempo cercheremo di rispondere al maggior numero di domande possibile, ma le domande che avete sollevato sono molto importanti per rispondere anche solo parzialmente, come noi siamo qui non solo per insegnare all’uomo la fisicità del viaggio nello spazio, ma al tempo stesso di insegnare le norme di comportamento degli uomini una volta che entrano nella nuova comunità universale.

Non si potrebbe partecipare a un matrimonio con un vestito da clown, a meno che uno non gli si stato insegnato che ci sono codici di abbigliamento e codici di condotta per ogni occasione.

Ora stiamo cercando di insegnare entrambe sia per consentire all’uomo di fare il suo prossimo passo ed entrare nel vero regno della creazione, piuttosto che rimanere nella sua attuale isolata casa terrestre.

Il libro intitolato “The Soul” che deve essere pubblicato come N. 9 (alcuni consiglieri vogliono che questo sia il prossimo libro n. 4), in realtà, sarà l’ultimo libro, noi comprendiamo a pieno l’essenza della creazione allora attraverso questo libro vogliamo guidare l’uomo (non solo insegnargli) per fargli capire il reale funzionamento dell’interazione di tutti gli esseri dell’universo in relazione gli uni con altri e fargli comprendere se stesso.

In questo libro, che è parzialmente scritto, vi spiegherò questo in maniera molto semplice e scientifica, che la coscienza è la chiave per il funzionamento della fisicità, a prescindere dal soggetto, sia esso un uomo o qualsiasi altra entità che possa prendere decisioni sulla propria interazione con se stesso e con altre entità dell’universo.

La coscienza non è l’esclusività della tribù terrestre, ma è la pietra angolare del funzionamento e dell’interazione di tutte le intelligenze nell’universo.

La coscienza è il risultato interattivo delle decisioni prese dai campi e non dalla materia. Con il tempo l’uomo arriverà a capire che la Coscienza non ha forza di campo (principale, di transizione e i campi di materia) ed è uguale e lo stesso per tutte le entità dell’universo. E’ la sala di controllo centrale della fisicità, o ciò che chiamiamo esistenza tangibile, così come della non tangibile.

Se fisicità è il Sole stesso, l’Anima è il campo che il Sole emette incondizionatamente, e quando questi campi interagiscono tra di loro e con i campi di altre entità che possiedono entrambi i campi magnetico e gravitazionale, allora dall’interazione di questi campi complessi viene la creazione della luce, o la consapevolezza dell’esistenza dell’altro. In questa interazione l’osservazione della luce diventa la coscienza della esistenza della fisicità dei soggetti originali e come sarà l’interazione e quale risultato potrà avere.

Poi, una volta che si vede la luce dall’interazione dei campi, a questo punto ci si rende conto del soggetto senza la presenza della sua fisicità.

Ad esempio, questo è come l’interazione dei Magravs del Sole e della Terra, l’interazione di quattro campi porta alla creazione della luce del giorno e in questa luce, l’uomo al suo punto di osservazione diventa cosciente dell’esistenza di tutti i campi della Terra e del Sole e la loro interazione l’uno con l’altro ed è a conoscenza dell’esistenza fisica di entrambe le fonti.

D’altra parte se tutti i campi della Terra e del Sole avessero viaggiato in altre direzioni e mai interagito allora l’uomo non verrebbe a conoscenza di entrambe le entità, della loro posizione e della forza relativa dell’uno rispetto all’altro in questi punti nell’universo, anche se riceve il campo da entrambi indipendentemente. Ma dove esso vede l’interazione di questi campi nell’ambito della sua esistenza, allora egli si rende conto della posizione di queste due entità nel regno dell’universo.

In questo momento di tempo, l’uomo a causa della sua conoscenza fisica vede tutto attraverso l’occhio della fisicità, che è il miraggio che lo ha accecato dalla verità dalla vera essenza della creazione. “O uomo di esistenza, chiudi gli occhi alla tua fisicità, per vedere la realtà dell’esistenza in tutti i regni dell’universo.”

In verità l’uomo è materia, che con la coscienza diventa un ‘essere’ e niente più.

Questa è la ragione per cui tutti i profeti del passato parlano e comunicano attraverso i concetti di fuoco o di luce, secondo l’intelletto dei loro seguaci e la comprensione in quel momento.

Come la luce nasce dall’interazione del campo della loro anima con l’essenza dei campi del creatore, in questa interazione, la luce è rivelata all’anima del profeta e viene mostrata e rivelata nel modo in cui il comportamento del futuro dovrebbe essere.

Uno non vede il creatore, ma il creato è in possesso di campi che possono interagire con i campi della presenza del Creatore e questo porta verso l’illuminazione o il vedere la luce della creazione.

Così, quando siamo consapevoli dei nostri pensieri, senza riguardo a ciò che la nostra parte fisica decide di fare con se stesso, allora coscientemente diveniamo consapevoli che la coscienza è in linea di principio il controllore del corpo fisico.

D’altra parte, la sua coscienza è in grado di interagire con le entità universali senza la fisicità del soggetto e senza che le entità abbiano voce in capitolo su come l’interazione sarà. Questa è la giusta linea di interazione dell’Anima con le altre creature del universo, perché in questo modo non è necessario alimentare la fisicità che può compromettere il processo del percorso vero e corretto con altri nell’universo.

Con il tempo l’uomo arriverà a capire che la coscienza è il modo corretto di comunicazione con tutte le entità decisionali nell’universo, e da lì in poi imparerà a correggere l’operazione fisica e il comportamento del suo corpo, perché la coscienza tocca l’operazione dell’essere fisico dell’uomo più di qualsiasi altro campo. Ma l’uomo non è arrivato a rendersi conto di quanto del proprio destino è deciso dai suoi campi di coscienza, che sono uguali nella forza alla forza dei suoi stessi campi fisici materiali.

Poi, se l’uomo capirà questo, capirà le leggi della fallibilità e non ne avrà mai più a che fare e non potrà mai fare male a se stesso e neanche agli altri.

In realtà i profeti del passato avrebbero dovuto insegnare all’uomo come prima cosa, dall’inizio del tempo alla maturità intellettuale, il funzionamento dell’anima e della coscienza prima di insegnargli il comportamento fisico dell’uomo e il rapporto fisico che hanno l’un l’altro.

Ad esempio, per insegnare, “Non rubare”, che cosa significa questo nei termini reali del funzionamento dei campi nell’universo?

Ciò significa che, una volta che uno prende dai campi altrui, da qualunque diversa forza Magravs, allora il campo di uno raggiunge una forza diversa senza che a quei campi in realtà venga data, ciò a causa del corso del loro movimento nell’universo. Per questo a causa della nuova errata forza campo acquisita da chi l’ha presa, i propri campi cambieranno nella forza e attrarranno o respingeranno altri campi in cui si troverà nel suo percorso di movimento nell’universo. Dal momento che questi campi non sono i suoi, così il percorso dei suoi movimenti cambia e non riesce a raggiungere la destinazione desiderata e corretta.

Così l’uomo deve capire la realtà della sua condotta e essere consapevole di ciò che questa interazione porterà e questa consapevolezza di come rimanere nella propria corretta strada e cosa fare per arrivare alla destinazione finale diventa la coscienza dell’uomo.

Una volta che si entra nella comunità universale, i nostri pensieri e la nostra consapevolezza e la sua coscienza controllante saranno un libro aperto per tutti nell’universo appena essi non vedranno fisicità, ma l’interazione dei campi interni del cervello e dei campi che il cervello emette in risposta a ciò che vorrebbe raggiungere o, per il corpo, per raggiungere determinati obiettivi. Queste altre entità consentono all’uomo libero accesso ai propri campi in modo che possa continuare nel suo percorso corretto o ritirano i loro campi dalla linea di pensiero dell’uomo in modo che, ancora una volta, non interferisca nella linea di movimento dell’uomo e allora l’umanità raggiunge la sua finale corretta destinazione.

Quando l’uomo interagirà con la sua famiglia universale, in un prossimo futuro, sarà valutato e giudicato nelle porte aperte dell’universo per mezzo dei suoi campi di pensiero e non per il riflesso del suo comportamento fisico.

La fisicità ha bisogno di presenza, ma la coscienza non ha bisogno di fisicità per essere presente in tutti i campi della creazione dell’universo.

Ciò significa che i pensieri dell’uomo sono fondamentalmente un campo Magravs, che emana dal funzionamento della sua materia e questo diventa un riflesso di campi senza alcuna parte tangibile. La coscienza è una parte della comunicazione della vita per tutti i soggetti che possono ricevere e inviare la loro linea di pensiero in risposta ai comportamenti e pensieri degli altri.

L’uomo che comprende il funzionamento della consapevolezza e della coscienza è l’uomo che è entrato nel regno del creatore.

Ci sono coloro che affermano di aver raggiunto questa fase attraverso la meditazione, e ci sono quelli che hanno raggiunto questo livello di comprensione e di comportamento senza rendersene conto, con la loro condotta naturalmente corretta dalla loro educazione e non per paura di una punizione, come è stato minacciato dai profeti del passato.

La punizione è il sistema di controllo della fisicità mentre la coscienza è l’azione senza punizione. La punizione è per l’uomo fisico, mentre la consapevolezza e la coscienza sono l’attributo dell’anima dell’entità.

Quindi, da questo punto in poi in cui abbiamo aperto le porte di questo universo e oltre all’uomo, allo stesso tempo possiamo insegnargli che non c’è punizione nell’universo. Da qui in questa canna di controllo ( la punizione) viene rimossa dai metodi di insegnamento per l’uomo.

Da questo punto in poi l’uomo imparerà che la sua condotta e la sua coscienza sono il mezzo del suo controllo e capirà che è maturato abbastanza da fare in modo che d’ora in poi egli sarà la sua consapevolezza e la sua coscienza e non ci sarà bisogno di insegnanti di fisica del passato e dei loro metodi di insegnamento per il corpo fisico con minacce che, se l’uomo fa fisicamente questo o quello, allora sarà punito in questo modo o in quell’altro.

Nell’universo non ci sono guerre e nessuna avidità, ma un chiaro percorso di libertà dalle catene della tangibilità.

Quelli che capiscono il funzionamento della coscienza avranno un tempo meraviglioso nei nuovi mondi che si troveranno aperti, come un dono, davanti ai loro occhi e nella acquisita libertà nell’uso dello spazio. Coloro invece che non hanno ancora capito avranno un tempo approssimativo fino a quando non si renderanno conto che la consapevolezza, la coscienza e la propria interazione con altre entità con le stesse caratteristiche regolano il corso dell’esistenza nell’universo.

Questo sarà il modo in cui l’uomo troverà il suo giusto equilibrio e il percorso in tutti i regni della creazione secondo il vero insegnamento del creatore.

Beate quelle anime che capiscono i pensieri e non solo ciò che è scritto.

http://soundofheart.org/galacticfreepress/content/mt-keshe-answers-about-creation-and-consiousness

Tratto da: Lo specchio del pensiero

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