Archivio per 10 febbraio 2014

Alex Collier: “La Visione Andromediana su di Noi”.   Leave a comment

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Olivier de Rouvroy

Il punto di vista degli Andromediani sul nostro mondo

Contattato regolarmente dal 1964, Alex Collier è un personaggio misterioso, enigmatico e affascinante nello stesso tempo. Una forza ed un magnetismo particolari vengono emanati dal suo sguardo profondo.

Afferma di essere stato numerose volte in contatto con gli extraterrestri della costellazione di Andromeda e di essersi ritrovato a più riprese a bordo di una delle loro immense astronavi sigariformi.

Nel corso degli anni, ha stabilito relazioni particolari con due di loro, anch’essi umani, ma con la differenza che comunicano soltanto con il pensiero ed hanno una pigmentazione epidermica di un colore insolito: tra il bianco e l’azzurro pallido.

Alex Collier è sempre rimasto un po’ in disparte dai media, distanziando le sue dichiarazioni e accordando poche interviste.

I rari video dedicati a lui sono disponibili soltanto in inglese ma sono di un interesse eccezionale e meritano tutti di essere tradotti, perché a differenza degli altri contattati, egli non teme di affrontare argomenti da una prospettiva cosmica pur non esitando a denunciare con veemenza coloro che sostengono la nostra ignoranza e le nostre illusioni.

Ho riunito alcuni dei suoi commenti sulla situazione dell’Umanità e del nostro Pianeta, secondo la visione olografica che gli Andromediani possono avere del nostro mondo dalla loro lontana costellazione, la cui stella principale, a noi nota come Alphératz o Sirrah, si trova a 96 anni-luce dalla Terra.

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“Il mio nome è Alex Collier. Il primo contatto di cui ho conservato il ricordo risale al 1964. Era una notte di agosto. Avevo allora 14 anni ed ero andato a dormire presto come al solito. Quando mi sono svegliato, mi trovavo su una specie di piattaforma a bordo di una nave spaziale.

Due uomini erano chini su di me e mi osservavano con benevolenza; uno era piccolo e l’altro molto grande. Avevano l’aspetto veramente gentile. A livello d’anima mi sembrava di conoscerli da sempre. Morenae, il più alto, aveva la pelle di un azzurro pallido, mentre Vissaeus, il piccolo, l’aveva ancora più chiara, pressoché bianca.

Da allora, ho avuto molti altri incontri con essi che sono aumentati dal 1985. Cercherò di riassumere le loro opinioni su ciò che sta accadendo qui sulla Terra, ciò che siamo realmente e la storia della nostra Umanità.

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