“La Quinta Dimensione – Viaggio agli inframundi”.   Leave a comment

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In questo scritto non entrerò nel merito del perché e da chi i nostri sensi siano stati alterati, il nostro dna manomesso e bloccato, la nostra ghiandola pineale atrofizzata e la nostra capacità creativa resa inservibile da programmi mentali limitanti esterni alla nostra volontà.

Né entrerò nel merito del perché e da chi sia stato creato il film interattivo che chiamiamo realtà.

Che esista un complotto è indubbio. Ma è ora di smetterla di focalizzarsi sul complotto per dare tutta la nostra attenzione invece al come uscirne: continuare a sentirci vittime del complotto non fa che nutrirlo e consolidarlo.

Se sia vera la teoria dei rettiliani e degli illuminati che hanno alterato la razza umana per ridurla in schiavitù così da nutrirsi e sopravvivere grazie all’energia emessa dagli umani, o se invece sia stata a suo tempo una nostra libera e consapevole scelta il renderci disponibili all’esperimento cosmico di, trovandoci in una situazione di dualità, ricollegarci alla nostra divinità e alla memoria dell’Unità grazie al nostro libero arbitrio, e quindi di tornare nell’Uno, non mi interessa indagare. Fiumi di inchiostro sono stati scritti su questo.

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Come in alto così in basso…Come dentro così fuori

A stelle e pianeti esterni alla crosta corrispondono stelle e pianeti interni per la legge di Trismegisto come in alto così in basso come nel grande così nel piccolo. I segnaposti di porzioni celeti sulla crosta, segnalati dalle torri, sono il punto della proiezione sulla crosta dell’incontro tra pianeta/stella esterno ed interno. Per esempio Orione è fuori ma è anche dentro la terra Gaia, nel cielo interno. Ed anche dentro di noi che siamo proiezioni olografiche dei nostri veri Noi che risiedono nel cuore cristallino del pianeta.

Perciò l’antica tradizione cinese dice che l’uomo è yen, dimensione intermedia tra yin e yang. E’ l’Uomo il punto 0, il centro. E la ghiandola pineale è l’accesso che dal corpo porta agli altri mondi. Nelle altre dimensioni si arriva transitando dalla nostra porta interna attraverso le cellule. Il corpo umano è la porta d’accesso. Quelle nel pianeta sono collettive ma il corpo è la porta individuale. L’acqua di cui siamo fatti ci conduce attraverso la soglia della pineale, così come in tutti i luoghi di comunicazione tra dimensioni si trova acqua. Anche nell’epicentro del “terremoto” in Abruzzo c’è un lago: il lago di Campotosto.

Il triangolo Gran Sasso-Ancona-Pescara è uno dei triangoli che nel pianeta fungono da portali interdimensionali. Quindi l’epicentro del terremoto rappresenta in realtà l’apertura di un portale da quale comunicare con altre dimensioni: eravamo in un cinema ORA SIAMO IN UN MULTISALA: possiamo scegliere che film vedere.

Alla domanda “perché ancora non vediamo e non sentiamo che l’illusione della realtà” la risposta: perché le nostre sinapsi sono ancora collegate intorno a vecchi schemi di frequenze visive e auditive. Dobbiamo creare nuove sinapsi che ci consentano di vedere ciò che già ci circonda, al momento inpercettibile ai nostri sensi ancora tarati su vecchie modalità.

Dobbiamo agire attraverso la pineale per collegarci e “vedere” e fare finta di essere già fuori dal guscio per creare le nuove sinapsi che ci consentiranno di vedere ciò che realmente abbiamo intorno e non solamente ciò che crediamo possibile. E’ la funzione che crea l’organo. Quindi il suggerire alla mente una nuova realtà consente al cervello di creare nuove sinapsi che ci permettano di sperimentarla anche coi sensi.

Il momento dell’uscita dall’uovo è VICINO: si squarceranno i veli posti davanti ai nostri occhi, che sono solo fotocamere che trasferiscono segnali luminosi alla corteccia visuale posta a livello della nuca. E’ il cervello che vede, non gli occhi. E il cervello vede solo ciò che ritiene possibile, ciò che gli è stato insegnato a vedere. All’uscita dall’uovo ci accorgeremo che il paradiso terrestre è sempre stato intorno a noi ma non eravamo in grado di vederlo a causa delle vecchie sinapsi che proiettavano sull’orizzonte degli eventi vecchi. Da qui la nozione che vediamo sempre il passato. Tra il momento in cui la luce buca i nostri occhi e quello in cui “vediamo” ci deve essere stato il tempo per il cervello di cercare l’informazione in archivio, collegarla a qualcosa di già sperimentato e ritrasmetterla alla coscienza.

“Mettere Shambalah nel cuore” significa smettere di proiettare con la mente, con sinapsi vecchie e inutili, e portare al centro del nostro essere, il cuore appunto, l’immagine tanto desiderata che, grazie all’emozione suscitata nel cuore, anziché pensata nel cervello, acquisterà più velocemente consistenza (campo di Planck). La strada è viaggiare in Shambalah entrando dalla pineale. L’ingresso all’Inframundo, alla terra “interna” che vibra a un’altra dimensione rispetto all’esterno, è un ingresso mistico ed energetico, non fisico. Occorre grande spiritualità e la capacità di sintonizzarsi su una realtà nuova. Occorre scegliere ed allenarsi. Non c’è altro modo. Ognuno ci deve arrivare da solo ma il bello è che volendolo e scegliendolo si è già a metà del cammino: il resto è solo allenamento.

Si dice mondi interni non in senso fisico (non avrebbe senso in un universo frattale e olografico) ma in senso vibrazionale. Sono interni a noi che, a nostra volta, siamo proiezioni olografiche di ciò che c’è nel nucleo del pianeta. La beatitudine è adesso. Continuando ad aspettarla in futuro continuiamo a creare un’assenza anziché una presenza. Bisogna ringraziare per ciò che c’è e ancora non vediamo, non continuare a pregare per qualcosa che crediamo non esserci. Perciò il 2012 è ora, non tra quattro anni. Ora è già il momento e se ancora i nostri sensi ci imbrogliano è perché le vecchie sinapsi non sono ancora state rimpiazzate da quelle nuove. Ai mondi interni si accede dall’interno del corpo, non dall’esterno cercando un punto d’accesso geografico.

La musica sta al corpo come i siti sacri stanno a Gaia: facilitano l’apertura. Ciò che apre è la certezza che il futuro è adesso e che è necessario stare con ciò che c’è perché è già il meglio per il nostro livello di crescita. Forse siamo qui per fare servizio e se già fossimo in grado di vivere in quinta dimensione consapevolmente vorremmo andarcene dalla terza immediatamente lasciando qua a cavarsela da soli tutti coloro che ancora hanno bisogno del nostro aiuto.

Ogni musica è una porta d’accesso ad altre dimensioni: queste dimensioni passano attraverso l’udito, in assoluto in nostro senso più importante poiché la vista è totalmente ingannevole. Noi vediamo meno del 5% di ciò che esiste nell’universo, come possiamo pensare che questo rappresenti la totalità? Come possiamo dire “credo a ciò che vedo” se ciò che vediamo è solo un inganno della percezione. Ciò che interpretiamo come solido è un aggregato di onde distanti tra loro che cambiano e si muovono in continuazione, fermandosi solo nell’attimo in cui apriamo gli occhi. Io direi che la realtà è ciò che vediamo con gli occhi chiusi, mentre tutto ciò che gli occhi aperti riportano come macchine fotografiche alla corteccia visuale sita nel nostro cervello alla base del nostro cranio è falso, viene “interpretato” in base a ciò che il nostro sistema di credenze ci fa ritenere possibile. Dobbiamo usare meno gli occhi e più le orecchie. Poiché gli occhi sono il portale d’ingresso dell’inganno sensoriale.

Il segreto è smettere di pensare che tutto ciò succederà, sebbene in un futuro prossimo. Poiché continuando a pensare che ciò avverrà nel futuro continuiamo ad alimentare una mancanza nel presente. E poiché noi sperimentiamo i nostri pensieri in forma solida, e li chiamiamo realtà, se i nostri pensieri creano sempre il bene supremo nel futuro significa che nel presente esso non c’è e questo è esattamente ciò che le nostre sinapsi ci suggeriscono di sperimentare. Dobbiamo cominciare a pensare che ciò che chiamiamo Età dell’Oro o Quinta Dimensione esiste già sebbene i nostri occhi, la fonte dell’inganno più grande, non la possano vedere. Noi viviamo immersi nell’Eden ma i nostri occhi, ai quali diamo tanta importanza, vedono solo ciò che il nostro cervello ritiene possibile e pertanto i segnali luminosi vengono interpretati secondo la solita vecchia induzione mentale che chiamiamo “realtà concreta”. La fisica dei quanti insegna che tutte le realtà sono possibili contemporaneamente se teniamo gli occhi chiusi e che, nell’atto di aprire gli occhi, noi ne scegliamo una tra miliardi. Dicono i fisici quantici che l’atomo, da noi considerato la parte solida della materia, è un’onda di possibilità che diventa particella di esperienza solo nel momento in cui apriamo gli occhi e lo “fotografiamo” bloccando il flusso delle possibilità e congelandone una, di solito la più triste e limitante perché ci è stato insegnato a soffrire.

Il futuro è solo il tempo che ci serve a uscire dall’inganno della percezione attraverso l’allenamento a sentire la quinta dimensione come già presente: è la funzione che crea l’organo!!!

L’inversione polare non è tra nord e sud ma tra est e ovest: il maschile andrà a depositarsi sul femminile e viceversa. Perciò tutte le funzioni finora gestite in modo maschile, come l’esercizio del potere in modo separativo e competitivo, lo saranno in modo femminile: un potere quindi aggregativo, volto al benessere della comunità e alla crescita personale come ogni madre garantirebbe ai suoi figli.

La funzione femminile per eccellenza – l’intuizione – sarà gestita in modo maschile, quindi non più dispersivo e “sognante” ma concreto e pragmatico, con risultati tangibili in forma di materializzazione solida delle proprie fantasie. Le facoltà cosiddette paranormali diverranno normali e immediatamente accessibili.

Per quanto riguarda il cibo, il messaggio è che come il sesso non serve per riprodursi ma è un mezzo per collegarci alle stelle, così il mangiare è il mezzo per rimanere collegati alla Madre Gaia. Il cibo non ci serve per nutrirci bensì attraverso gli accostamenti di sapori e profumi e attraverso le sensazioni del gusto si creano nuovi impianti energetici che ci fanno salire di livello vibratorio. Gli accostamenti giusti per noi possono essere anche strani. In fondo, secondo un’ottica quantica il cibo non esiste, è solo un ammasso di particelle molto distanti tra loro.

Quindi quella del sapore e della sazietà è un’illusione suggerita da vecchie sinapsi alla mia percezione sensoriale. E’ la qualità del sapore che crea un’alchimia in grado di supportarmi sulla strada del risveglio e dell’uscita dall’uovo.

SCARICA VERSIONE INTEGRALE “La Quinta Dimensione – Viaggio agli inframundi

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Tratto da: risveglio di una dea

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